Vicenza 26-02-2013 famosa città con la presenza di molte aziende del settore orafo, e definita da molti insieme alla città di Arezzo come la capitale dell' oro italiano. Famosa anche per la sua fiera dell' oro con tre date annuali dove vengono esposti molti gioielli dei più noti marchi di lavorazione dell' oro, ha visto anche l'espansione sopratutto per via di questa cultura orafa di molti negozio in cui vendere oro usato a Vicenza. Tra questi a voluto investire nella Città di Vicenza la nota azienda in franchising di compro oro Banco Metalli Italiano con i suoi oltre 150 negozi a livello nazionale di compro oro e argento usato, con l' apertura dellla sua filiale su un corso limitrofo al centro di vicenza come Corso Santi Felice e Fortunato, 148. In questo negozio compro oro è possibile vendere i proprio oggetti in oro e argento realizzando denaro contante, nel rispetto delle normativi vigenti in materia e con la sicurezza di affidarsi ad un brand storico e conosciuto sinonimo di più alte quotazione oro usato, garanzie e riservatezza. Compro oro Vicenza Banco Metalli Italiano Corso Santi Felice e Fortunato, 148 36100 Vicenza Tel. 3382302881 mail info@bancometalliitalianovicenza.it
mercoledì 8 maggio 2013
Il mercato dell'oro a Vicenza
domenica 17 giugno 2012
Licenziamenti alle poste italiane.
Dopo avere sospeso i concorsi poste italiane
e avere affidato il piano di reclutamento ad una strategia basata sul
reclutamento diretto o tramite agenzie interinali alle poste compare
l'incupo del licenziamento per 1756 dipendenti. Quelli più a rischio
sono i postini tradizionali che rischiano di ritrovarsi spediti a casa.
Sorge
la questione se un piano di sviluppo del tipo sia giusto essendo
l'azienda poste una spa di totale proprietà dello stato, almeno ad oggi,
e con un discreto utile.
Occorre infatti specificare che le
poste nel 2011 e 2012 hanno un piano economico e di guadagno in linea
con gli attivi del 2010 o quasi. Occorrerebbe infatti che queste persone
si fermassero a valutare la situazione del paese e cosa comporterebbe
questa manovra che più di ristrutturazione sa di distruzione.
I
primi 600 posti di lavoro a rischio sono quelli ubicati a Pisa e
nell'appena colpita Emilia Romagna. L'accusa dei sindacati è quella che
le poste stanno diventando sempr epiù una banca e non poste. Dovrebbero
infatti meglio integrarsi con le opzioni del commercio elettronico. Noi
stessi ad esempio nel nostro ecommerce di videosorveglianza
specializzazo in kit e telecamere per la videosorveglianza abbiamo affidato i nostri affari ad un'agenzia spedizioniera diversa dalle poste.