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mercoledì 8 maggio 2013

Il mercato dell'oro a Vicenza

Vicenza 26-02-2013 famosa città con la presenza di molte aziende del settore orafo, e definita da molti insieme alla città di Arezzo come la capitale dell' oro italiano. 
Famosa anche per la sua fiera dell' oro con tre date annuali dove vengono esposti molti gioielli dei più noti marchi di lavorazione dell' oro, ha visto anche l'espansione sopratutto per via di questa cultura orafa di molti 
negozio in cui vendere oro usato a Vicenza.
Tra questi a voluto investire nella Città di Vicenza la nota azienda in franchising di compro oro Banco Metalli Italiano con i suoi oltre 150 negozi a livello nazionale di compro oro e argento usato, con l' apertura dellla sua filiale su un corso limitrofo al centro di vicenza come Corso Santi Felice e Fortunato, 148.
In questo negozio compro oro è possibile vendere i proprio oggetti in oro e argento realizzando denaro contante, nel rispetto delle normativi vigenti in materia e con la sicurezza di affidarsi ad un brand storico e conosciuto sinonimo di più alte quotazione oro usato, garanzie e riservatezza.


Compro oro Vicenza Banco Metalli Italiano 
Corso Santi Felice e Fortunato, 148
36100 Vicenza
Tel. 3382302881
mail info@bancometalliitalianovicenza.it

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domenica 17 giugno 2012

Licenziamenti alle poste italiane.

Dopo avere sospeso i concorsi poste italiane e avere affidato il piano di reclutamento ad una strategia basata sul reclutamento diretto o tramite agenzie interinali alle poste compare l'incupo del licenziamento per 1756 dipendenti. Quelli più a rischio sono i postini tradizionali che rischiano di ritrovarsi spediti a casa.
Sorge la questione se un piano di sviluppo del tipo sia giusto essendo l'azienda poste una spa di totale proprietà dello stato, almeno ad oggi, e con un discreto utile.
Occorre infatti specificare che le poste nel 2011 e 2012 hanno un piano economico e di guadagno in linea con gli attivi del 2010 o quasi. Occorrerebbe infatti che queste persone si fermassero a valutare la situazione del paese e cosa comporterebbe questa manovra che più di ristrutturazione sa di distruzione.

I primi 600 posti di lavoro a rischio sono quelli ubicati a Pisa e nell'appena colpita Emilia Romagna. L'accusa dei sindacati è quella che le poste stanno diventando sempr epiù una banca e non poste. Dovrebbero infatti meglio integrarsi con le opzioni del commercio elettronico. Noi stessi ad esempio nel nostro ecommerce di videosorveglianza specializzazo in kit e telecamere per la videosorveglianza abbiamo affidato i nostri affari ad un'agenzia spedizioniera diversa dalle poste.

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