La calvizie in passato era una patologia che influiva negativamente sulla psiche di chi ne veniva colpito, in particolar modo pensando al fatto che i primi rimedi erano poco efficaci e molto invasivi. Ma oggi tutto ciò è diventato un problema molto più semplice da risolvere in quanto ci sono stati importanti cambiamenti in termini di tecniche di trapianto e continuano ad uscirne sempre di nuove. Una delle ultime tecniche già nate da qualche anno è l'autotrapianto FUE che consiste nel prelievo dalla nuca delle singole unità follicolari che vengono poi rimpiantate nella zona povera con un unico strumento. Nonostante questa sia la tecnica più conosciuta in tema di trapianto per capelli non tutti sono informati sul fatto che si è evoluta in una soluzione ancora più avanzata ovvero l'atFUE. L'atFue consente di prelevare con un microstrumento automatizzato singole unità follicolari che vengono conservate per poi essere innestate nella zona calva con una percentuale di sopravvivenza dei bulbi trapiantati elevatissima ,di poco inferiore al 100%. Così è possibile con un prelievo minimo rinfoltire la zona interessata conseguendo risultati molto naturali senza invadere la zona donatrice. Codesta tecnica porta rilevanti vantaggi rispetto a quelle precedenti perché a parte i grandi risultati ha come caratteristica il fatto di essere per niente dolorosa, di non lasciare punti sutura visibili, ed infine di non richiedere periodi di convalescenza dopo l'operazione. In questa maniera è possibile tirare un sospiro di sollievo se si dovesse verifica una perdita di capelli in quanto è confortante sapere che non si tratterà di calvizie permanente.
giovedì 8 settembre 2011
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